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Tre anni e dieci mesi. Questa è la condanna che il Tribunale di Roma ha deciso in primo grado per Nunzio D’Erme, storico attivista del centro sociale Corto Circuito ed ex consigliere comunale. Insieme a lui sono stati condannati anche Marco Bucci, attivista del centro sociale Spartaco, e Marco Liodino. La sentenza riguarda un fatto avvenuto nel 2014 per cui Nunzio ha già scontato la detenzione cautelare in carcere e poi ai domiciliari: durante un convegno istituzionale sull’educazione alla differenza, tenutosi nella sede del VII Municipio a Roma, alcuni militanti del gruppo di estrema destra Militia Christi si presentarono per contestare l’incontro. Nel caos che ne seguì, alcuni militanti reagirono alla presenza degli oltranzisti cattolici, la cui presenza fu nei fatti tutelata dalle forze dell’ordine presente. Queste condanne sono l’ennesimo attacco per via giudiziaria alle lotte sociali, una sentenza che si inserisce perfettamente nel clima di oscurantismo e demonizzazione di ogni forma di conflittualità sociale.

Articolo tratto dalla notizia pubblicata da Dinamopress

Pubblichiamo di seguito il comunicato del Centro sociale Spartaco


DIFENDERSI DAL MEDIOEVO NON PUO’ ESSERE UN REATO

Alla fine ci hanno condannati. Perché non siamo riusciti a rimanere in silenzio e non lo faremo mai di fronte a chi semina odio, violenza e pregiudizi. Il 21 maggio del 2014 eravamo lì, presso la sede del VII Municipio, ad ascoltare e portare il nostro contributo al convegno “Caro prof… mi chiamano gay”, che metteva al centro l’educazione sentimentale, nel rispetto dell’orientamento sessuale e nel contrasto dell’omofobia. Eravamo insieme ai genitori e agli insegnanti, al Presidente del Municipio, a un Assessore municipale e a un Parlamentare della Camera dei Deputati. Siamo convinti che un cambiamento vero sia possibile a partire dalle nuove generazioni diffondendo i valori dell’inclusione e della diversità. Perché quello che successe in quel periodo al liceo Cavour, ovvero un ragazzo gay di 15 anni che si tolse la vita perché preso in giro dai compagni, non succeda mai più. Il nostro compito è contrastare ogni tipo di discriminazione, da quella sessuale a quella di genere, da quella dei migranti a quella nei confronti di chi versa in uno stato di povertà e indigenza.

Oggi non possiamo sentirci al sicuro fino a quando ci sarà chi, come questo Governo, continuerà ad attaccare i diritti civili e umani. Per noi ogni persona ha il diritto di essere quello che si sente di essere, di esprimere sé stesso e la propria personalità senza restrizioni e limiti, di costruire la propria vita in piena libertà, di condividere sé stesso con chi ama. Per questo facciamo vivere ogni giorno il centro sociale Spartaco. Dobbiamo sforzarci di decostruire il concetto tradizionale di famiglia e tutti gli stereotipi costruiti intorno ad esso. Le relazioni amorose e sessuali sono molteplici, e tutte legittime oltre che piacevoli. Durante il convegno per il quale tre compagni sono stati condannati in primo grado a un totale di 7 anni il 5 Novembre, Militia Christi ha fatto la sua provocazione provando a sostenere che sia sbagliato, “un pericolo per la purezza della famiglia italiana”, educare i ragazzi e le ragazze delle scuole di periferia alle diversità sessuali. Noi crediamo che nessuno possa essere discriminato per la propria sessualità. Dobbiamo difenderci dalla violenza e dalla prepotenza e quel giorno lo abbiamo fatto. Li abbiamo cacciati dal nostro convegno perché volevano provare ad impedirlo. Per questo riteniamo sia assurdo l’intervento spropositato delle forze dell’ordine in quel frangente e in seguito la condanna inconcepibile.

Non abbiamo fatto finta di niente, non ci siamo girati dall’altra parte, non ci siamo tirati indietro. Abbiamo deciso da che parte stare ed è per questo che ci hanno condannati. Ma non abbiamo paura perché non ci sentiamo soli. Siamo insieme al mezzo milione di persone del Pride che lo scorso 9 giugno sono scese in piazza a Roma per affermare i propri diritti lgbt, siamo con il movimento Non una di meno e con tutte e tutti quelli che si oppongono all’approvazione del decreto Pillon sulla famiglia e al decreto Sicurezza, siamo con tutti quelli che non possono accettare che l’attuale governo Salvini-Di Maio ci riporti indietro di anni, nel periodo più buio della nostra storia.

Saremo in piazza a Roma il 24 Novembre: Manifestazione nazionale di Non una di meno e il primo Dicembre alla manifestazione cittadina sei 1 di NOI.

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VENERDI 16 NOVEMBRE 2018 Non una di meno Roma si incontrerà questa settimana di venerdì 16 alle ore 18.00 in un'assemblea pubblica presso il Forte Prenestino, Via Federico Delpino 1 (zona Centocelle).

Dopo la straordinaria giornata di sabato 10, con oltre 60 piazze in tutta Italia che hanno dato vita a cortei, presidi, flash mob, iniziative contro il DdL Pillon, continua lo stato di agitazione permanente di Non una di meno verso il 24 novembre!

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Continua lo Stato di Agitazione Permanente di Non una di meno!

• 24 novembre 2018 manifestazione nazionale di Non Una Di Meno a Roma. Partenza ore 14.00 da Piazza della Repubblica e arrivo a Piazza San Giovanni.

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VENERDI 26 OTTOBRE 2018. ORE 18:00 presso PIAZZA DELL'IMMACOLATA, SAN LORENZO.

Giovedì scorso nel quartiere di San Lorenzo Desirée, una ragazza di soli sedici anni, è morta di overdose dopo essere stata violentata da un gruppo di uomini.

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ROMA. OTTOBRE 2018. Fabio Anselmo: «E' la prima volta che un uomo in divisa direttamente coinvolto in un abuso decide di parlare». Ilaria Cucchi: «E' il tassello che mancava, tutto quello che in questi anni avevo solo potuto immaginare». Massimo Lauria per RSInews
https://www.rsi.ch/news/mondo/Caso-Cucchi-il-muro-è-crollato-10978757.html

“Quello che fa più male è che Stefano è stato lasciato morire da solo, come un cane, nell'indifferenza di chi l'ha guardato solo con le lenti del pregiudizio: un detenuto, un tossicodipendente, un rompiscatole, non un essere umano”. Ilaria Cucchi parla di fronte ad una sala strapiena. Oltre 600 persone affollano il centro sociale La Strada di Roma per la proiezione di Sulla mia pelle, il film di Alessio Cremonini che racconta gli ultimi giorni di vita del geometra Stefano Cucchi, arrestato il 15 ottobre 2009 e morto solo una settimana dopo nell'ospedale penitenziario della capitale, Sandro Pertini. Centinaia di persone sono rimaste fuori. Dentro il caldo è soffocante, ma nessuno vuole perdersi la proiezione. Sono oltre cento le visioni collettive e informali del film, nel primo mese dall'uscita, in giro per l'Italia. Centri sociali, collettivi studenteschi, associazioni, oltre alle sale cinematografiche e le visualizzazioni su Netflix. La pellicola è ormai diventata un fenomeno.

Da caso di cronaca nera, la vicenda di Stefano Cucchi è ora anche un caso cinematografico. Oltre 190 i Paesi in cui è possibile vederlo. “In questo modo la storia di Stefano arriva a tutti. Per anni io e la mia famiglia siamo stati isolati. Intorno a noi si era alzato un muro, da subito. Dopo nove lunghi anni di battaglie tra le aule giudiziarie e fuori dai tribunali, in cui si faceva il processo al morto, a mio fratello, e non a quelli che hanno causato la sua morte, ora finalmente quel muro è stato abbattuto una volta per tutte”, prosegue Ilaria, riferendosi alla confessione di Francesco Tedesco, uno dei tre carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale, che durante l'interrogatorio ha denunciato gli altri due colleghi dell'Arma, Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessando, come responsabili del pestaggio che ha causato la morte di Cucchi.

“La gente si sente lontana da realtà come questa, ma quello che è accaduto a Stefano può accadere a ognuno di noi. Per questo è importante far conoscere la verità”, chiude Ilaria Cucchi.

domenico lucano riace

domenico lucano riace

MARTEDI 2 OTTOBRE 2018
Questa mattina Riace si è svegliata con un’operazione che sa di vendetta, minaccia e intimidazione. Domenico Lucano, il sindaco della cittadina, è stato arrestato e messo agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione Xenia.

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RiMaflow, attraverso le sue diverse attività lavorative (la Cooperativa e le botteghe artigiane), le sue attività culturali e la promozione di una rete di economia sociale e popolare Fuorimercato, ha contribuito a dare un volto più solidale e umano alle periferie e alla realtà del territorio del SudOvest milanese, diventando riferimento importante anche a livello internazionale per il riscatto dei settori sociali più deboli.

L’inchiesta in cui è stata coinvolta con l’accusa di associazione a delinquere è paradossale proprio per il profondo valore etico e sociale messo in campo dai suoi lavoratori e dalle sue lavoratrici.

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Giovanna Marini scrive al coro di Testaccio lettera bellissima x Riace.
Carissimi, vi scrivo per questo problema di Riace che mi tiene sveglia la notte per la rabbia e l'impotenza.
Sappiamo tutti che è un paese modello, Riace; grazie all'accoglienza, ora pieno di neonati e adulti che erano neonati quando sono sbarcati a Riace e accolti da un sindaco intelligente che con loro ha ricostruito e ricreato un paese morente.
Ora il sindaco fa lo sciopero della fame. Lo dicono solo i social e "Il sole 24 ore" che Il Ministero degli Interni nega a Riace i soldi, quasi 2.000.000, mandati dal'Europa per Riace, e nega anche la sovvenzione del primo semestre 2018 che ha dato a tutti i paesi. Lo Stato taglia i fondi al sindaco di Riace perché è un paese modello.
C'è una sorta di consegna del silenzio su Riace, la gente non ne sa nulla, solo i pochi che vanno spulciando qua e là sui social qualcosa hanno capito.
Hanno capito che Riace, che nel mondo è conosciuta come un'esperienza pilota che andrebbe seguita dai tanti paesini morenti in Italia, è invece destinata con tutto il suo carico di famiglie ormai salvate, felici, operative e anche di locali, a una lenta morte per estinzione del paese bollato da Salvini come culla di clandestini.
E' una cosa che rivolta la coscienza, non ci si dorme su un'ingiustizia così stupida e crudele, perciò è venuto in soccorso il RECOSOL Rete di Comitati per la Solidarietà che si è messa a disposizione col proprio IBAN per aiutare il paese, per sconfiggere il razzismo inconsulto e sfrenato dell'attuale governo.
Mimo Lucano da due giorni ha ripreso vigore per fortuna, sempre continuando il suo sciopero della fame, ma ora confortato da un segno positivo. Dal RECOSOL, dopo nemmeno 48 ore della sua apertura, sono arrivati 10.000 euro.
Prima il sindaco non voleva questi soldi di pura generosità: diceva "Riace ha i suoi soldi, li sta trattenendo il Governo, li deve dare". Ora ha capito che comunque il paese deve vivere, i servizi li deve dare ai paesani, e si è deciso ad accettare i nostri soldi e così è partita la rete. Tutto questo è accaduto pochi giorni fa, la decisione e la diffusione, ora tocca a tutti noi diffondere. E' il momento di dimostrare che non siamo tutti razzisti e menefreghisti come spera Salvini. Ci sono coscienze che forse lui nemmeno immagina ma che muovono il mondo meglio delle non-coscienze mosse solo da paura e ignoranza e stupidità. Un tris mortale.
Vi abbraccio tutti fortissimo, stiamo vicini "statti cu' mia, ca sinnò cadimme ". La mando a voi perché la mandiate a tutti e vi ringrazio infinitamente
Giovanna

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Come quando ti sgomberano il 31 luglio.
Stabile sotto sequestro. Una pratica questa che sembra ormai consolidarsi anche a Milano oltre che a Roma.

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30 LUGLIO 2018. LA 194 NON SI TOCCA! DUE CAMPAGNE IN VISTA DELLE MOZIONI PRESENTATE A VERONA CONTRO LA LIBERTÀ DELLE DONNE. DUE MINUTI PER LEGGERE, DUE MINUTI PER ADERIRE ALLA CAMPAGNA DI NON UNA DI MENO!

Nel quarantesimo anniversario della legge 194 giovedì 26 luglio il Consiglio comunale di Verona, città in cui fino a qualche settimana fa era vicesindaco l’attuale ministro della Famiglia Lorenzo Fontana,discuterà due mozioni entrambe proposte dalla Lega Nord contro la libertà di scelta e l’autodeterminazione delle donne. La n. 434 intende dare ampio spazio e finanziamenti alle associazioni cattoliche che hanno come obiettivo quello di contrastare l’aborto libero e gratuito. Vuole poi proclamare ufficialmente Verona “città a favore della vita”. La mozione n. 441 vuole sistematizzare la “sepoltura dei bambini mai nati”, anche senza il consenso della donna coinvolta.

Su proposta di NUDM Verona a livello nazionale abbiamo deciso di intervenire con due campagne di sostegno alla nostra autodeterminazione:

- sui social con l’hashtag #194nonunpassoindietro nella giornata di giovedì 26 concentrandoci tra le 16 e le 18 quando se ne discuterà in consiglio comunale

- con un mailbombing da ora inviando sia personalmente che come movimenti e collettivi al sindaco e al consiglio comunale il testo qui sotto. Intasiamo le caselle di posta, e diffondiamo a nostra volta ai nostri contatti.

INDIRIZZI A CUI INVIARE LA MAIL:
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OGGETTO DELLA MAIL:
La 194 non si tocca!

TESTO DELLA MAIL:
al Sindaco di Verona Federico Sboarina
al Presidente del Consiglio comunale Ciro Maschio
e a tutte/i le/i consigliere/i

In quanto cittadina/o preoccupata/o per la deriva integralista che si sta imponendo in modo sempre più evidente a Verona, chiedo che il consiglio comunale non approvi le mozioni 434 e 441 che intendono ostacolare l’applicazione della legge 194 del 1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza e l’autodeterminazione delle donne.

La prima e l'ultima parola spetta alle donne, nessun passo indietro sulla 194!
#194nonunpassoindietro

Firma del collettivo o della persona

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PROVOCAZIONE FASCISTA NELLA NOTTE A SAN LORENZO. BOTTIGLIE E MINACCE CONTRO COMMUNIA

Nella notte tra il 12 ed il 13 luglio, intorno alle 3 di notte, due macchine cariche di fascisti si sono presentate fuori dallo Spazio di Mutuo Soccorso Communia in Via dello Scalo San Lorenzo 33. I camerati hanno iniziato a tirare bottiglie e provato a forzare il cancello. All'interno dello spazio erano presenti solo quattro attivist@ che prontamente hanno protetto Communia e sventato l’assalto. Contemporaneamente nel quartiere sono comparse scritte e simboli nazisti, in particolare una svastica sulla storica scritta Viva i Partigiani che accoglie chiunque entri a San Lorenzo dalla tangenziale est. Le modalità della provocazione sono molto simili a quelle utilizzate qualche settimana fa a Centocelle, quando un gruppo di fascisti ha minacciato gli abitanti di una storica occupazione di zona e di alcune sedi di organizzazioni politiche.

Questo ennesimo episodio è figlio del clima d’odio che nel Paese si respira da quando al governo c’è Salvini sostenuto dai fedelissimi Cinque Stelle. Il cambiamento tanto annunciato sta avvenendo, ma in senso autoritario e razzista. È di oggi la notizia che 600 persone sono annegate solo nell'ultimo mese: la metà di tutte le morti in mare dall'inizio dell'anno, grazie alle ultime scelte dei governi europei, in particolare di quello italiano. Di fronte questo nuovo olocausto la reazione della politica è quella di aizzare i sentimenti peggiori soffiando sul fuoco della paura verso il migrante e mettendo al bando la solidarietà, come dimostra la campagna contro le ONG e la chiusura dei porti. In questo clima i fascisti si sentono protetti e forti nelle loro azioni, agendo di notte con le loro modalità vigliacche quello che di giorno urlano ai media i loro referenti al governo. Colpire un luogo come Communia, che della solidarietà verso i migranti e le donne ha fatto un valore fondante, è un tassello di una strategia più ampia che va immediatamente stroncata. Il fatto che i fascisti si siano presentati ed abbiano attaccato uno spazio in un quartiere come San Lorenzo, da sempre fortemente antifascista, rappresenta un campanello d’allarme che non possiamo sottovalutare.

Ad essere sotto attacco è la solidarietà ed è quindi dalla risposta dei soggetti solidali che dobbiamo partire per interrompere questa dinamica. Abbiamo bisogno con urgenza di far emergere queste esperienze e rafforzarle quotidianamente. Dobbiamo continuare a rendere protagonisti i soggetti sociali che più sono sotto attacco in questo momento, migranti e donne in particolare. La reazione immediata di Non Una Di Meno sotto il ministero dei trasporti quando Toninelli e Salvini hanno chiuso i porti all’Acquarius, o le forti risposte di piazza dopo l’assassinio di Sumaila Sacko, ci indicano le giuste strade da percorrere.

Queste intimidazioni non fermeranno la nostra quotidiana attività. Continueremo a testa alta a praticare antifascismo nelle strade di questo quartiere e di questa città, parlando di antisessismo e di antirazzismo, cercando legami e connessioni tra queste lotte, avendo sempre presente chi sono i veri nemici e consapevoli del ruolo che hanno avuto nella storia e che ancora oggi hanno i fascisti: cani da guardia del potere.

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GIOVEDI 5 LUGLIO 2018.

Se ne è andato ieri Piero Pesce, nostro amico e compagno, anima del casale falchetti a centocelle dopo essere stato fra i primi occupanti del forte prenestino.

L'appuntamento, per un brindisi alla sua salute, è per questo pomeriggio, giovedì 5 luglio 2018, a partire dalle ore 18.00 al casale falchetti, in viale della primavera 319.

Lo ricordiamo con un compagno del forte prenestino, di seguito il comunicato del LSA 100 celle.

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Nella notte tra il 30 giugno e il primo luglio 2018, a mezzanotte circa, un gruppo di fascisti arriva a bordo a due macchine e si ferma di fronte alla nostra biblioteca BAM a via di castani a centocelle, scendono urlando viva il duce cpn le braccia tese facendo il saluto romano. La biblioteca era chiusa e nella parte abitativa dell'occupazione non c'erano i compagni attivisti ma solo famiglie e bambini, spaventati, spengono le luci e cercano di capire che succede, sono delle famiglie straniere semplici non abituate a situazioni del genere.
I camerati cominciano sempre uralndo a prendere a calci e pugni le serrande della biblioteca mentre un altro minaccia un compagno nostro che abita lì insultando "scendi giù bastardo" detta accompagnata e ripetuta svariate volte...
Il tutto è durato quasi 40 minuti, infine si sono allontanati minacciando di tornare e dare fuoco alla biblioteca.

Questi atti vigliacchi non ci fanno paura ma ci fanno riflettere su come sta cambiando seriamente l'area che tira oramai ansando da peggio in peggio.
È grave che questi topi aggirano intorno ai nosti spazi indisturbati.
Occhi sempre aperti
Sempre antifascisti, combatteremo la paura, distruggeremo il fascismo
 

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SABATO 2 GIUGNO 2018
PENTAGONO NO!
MANIFESTAZIONE CONTRO L'ALLARGAMENTO MILITARE
AL PARCO ARCHEOLOGICO DI CENTOCELLE

10:30 Passeggiata e biciclettata da piazzale delle Gardenie verso il Parco Archeologico

13 Pranzo sociale a sottoscrizione libera

17:30 Visita guidata alle bellezze e criticità del parco

Durante il pomeriggio:
__Baretto ristoro
__Dj set El Pinche Perro X Moebius Ohba X Curandera
__Inteventi sull'impatto ambientale dei militari
__Reading poetico
__Warner circus
__Titubanda
__Gruppi musicali della sala prove autogestita 100rec
__Djset
__Sport popolare (allenamenti e lezioni di prepugilistica, dance contact e acroyoga)


"Il Parco è in parte abbandonato, inquinato e poco accessibile, e si trova al centro di una delle aree più densamente popolate e cementificate d’Italia, fra i quartieri di Centocelle, Quadraro, Torre Spaccata, Cinecittà. Potrebbe essere bonificato e tornare ad essere una risorsa sociale e ambientale per tutti. Ma i piani per ora sembrano essere altri…

Non bastava il “Comando Operativo di Vertice Interforze”, già presente nell’area dell’ex Aeroporto di Centocelle, struttura che organizza le missioni militari nelle aree di guerra.

Tra il Ministero della Difesa, Comune di Roma, V Municipio sono in corso accordi, per il progetto del cosiddetto “Pentagono Italiano”, grazie alla sottrazione al Fondo destinato alle periferie di 2,6 miliardi di Euro. Tale progetto consiste nell’estensione delle attuali strutture militari presenti sul Parco (l’ex-aeroporto Centocelle), con sottrazione di numerosi ettari all’utilizzo pubblico e con la realizzazione di un polo per il comando unico di tutte le forze armate italiane. Secondo le poche informazioni fornite dal ministero della difesa, entro fine 2017 era previsto l’arrivo di 3000 unità tra militari e dipendenti del ministero.
Quindi una maggiore militarizzazione costante dell’area, difficoltà di mobilità, aumento dell’inquinamento elettromagnetico, col rischio che l’intero Parco finisca per essere interdetto alla popolazione.
Noi non vogliamo essere vicini di casa di chi da anni è responsabile di morti, distruzioni, esodi di massa, come sta facendo l’esercito italiano con la sua partecipazione a una guerra continua, le cui vittime principali sono popolazioni civili come noi.
Riprendiamoci il parco! E agiamo con determinazione per informare la popolazione: se non lo facciamo noi, nessuno lo farà al posto nostro. Perché un luogo di serenità, gioco e distensione non si trasformi in una base di morte."

cambio giro

cambio giro

Domenica 27 MAGGIO Ci vediamo in Giro! dalle ore 15:55 al CIRCO MASSIMO!
La campagna #CambiaGiro lanciata a settembre 2017 contro la partenza del Giro d'Italia da Gerusalemme e Israele ha visto in questi mesi unagrande mobilitazione internazionale a partire dalla Palestina.
In Italia, fin dalla Sicilia la risposta dei territori e degli attiviste e attivisti che da anni sostengono la lotta per la Palestina libera ha segnato quasi tutte le tappe già svolte. #CiVediamoInGiro attraverserà il Nord Est e la Val Susa, fino ad arrivare alla tappa finale a Roma il *27 maggio 2018*.
La Questura ha dichiarata una “zona verde” interdetta alle manifestazioni in tutto il centro di Roma. Noi invece la coloreremo di verde, rosso, bianco e nero, i colori della Palestina.

Invitiamo tutte e tutti a:
- Invadere i propri territori di scritte, striscioni, volantini, cartelli a sostegno della campagna #CiVediamoInGiro e #CambiaGiro.
- Partecipare alla Critical Mass per un uso giusto della bici, che partirà alle 18.30 da piazza Vittorio venerdì 25 maggio.
- Scendere in piazza al Circo Massimo domenica 27 maggio alle 15.55, dove, al momento giusto la Palestina che resiste si paleserà con i suoi colori e i suoi simboli.

Le proteste si svolgono in un contesto in cui il governo statunitense sposta la propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, rafforzando il controllo illegale di Israele sulla citta. È chiaro che l'evento sportivo viene usato da Israele come strumento di propaganda.
Che lo Sport sia sempre stato sfruttato come canale mediatico per fornire un'immagine ripulita ed equilibratamente competitiva di uno Stato che nemmeno può nascondere le violenze sistematiche praticate dentro e fuori i propri confini, è Storia: pensiamo alle Olimpiadi del 1936 a Berlino, come ai Mondiali del 1978 in Argentina.
Una delle motivazioni ufficiali sbandierata dagli organizzatori RCS è quella di celebrare la figura di Gino Bartali, campione ciclistico. Ma è evidente l'intento di oscurare le continue violazioni dei diritti umani perpetrate a danno del popolo palestinese. Tutto con l'avvallo del Governo italiano. Il Ministro Lotti ha infatti dichiarato sui social, durante le celebrazioni della partenza del 4 maggio che "lo Sport è veicolo formidabile di riconciliazione e concordia tra differenze - sociali, identitarie, religiose, politiche". 
Invece si fa un uso strumentale dello sport, sfruttando il Giro per nascondere e festeggiare 70 anni di colonizzazione e oppressione del popolo palestinese da parte dello stato di Israele. In cambio RCS ha incassato milioni di euro.
Da settimane i palestinesi di Gaza manifestano per i loro diritti, dando vita alla #GreatReturnMarch, la Marcia per il Ritorno, a ridosso dell'anniversario della Nakba. 
Israele ha risposto con un'escalation della violenza repressiva.
Dal 30 marzo – Giornata della Terra e inizio della Grande Marcia del Ritorno – i cecchini israeliani hanno ucciso oltre 100 palestinesi, compresi 12 bambini, e ne hanno feriti o piu di 12.000.
Il numero di feriti è più alto di quello totale registrato nei due mesi di offensiva militare israeliana Margine Protettivo del luglio-agosto 2014.
Il ruolo che Israele gioca in Medio Oriente è ulteriore espressione di interessi economici e militari.
A tutto ciò ci opponiamo, promuovendo alternative che non si misurano su potenza e profitto. Sosteniamo la lotta di popoli che resistono e si autodeterminano. Aderiamo all'appello palestinese per il boicottaggio disinvestimento e sanzioni nei confronti di Israele.
Lo Sport non può essere elemento spendibile per scrivere una versione alternativa alla realtà.
Per questo lanciamo, in visto dell'arrivo del Giro, un appello a manifestare la propria indignazione contro la violenza e la repressione di Israele.
Dalla parte dei popoli in lotta, non per odio ma per dignità!
#shameongiro

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GIOVEDI 24 MAGGIo alle 18:00 a LARGO AGOSTA! Assemblea Territoriale ROMA EST (scuola e territorio)
Linkiamo il testo dell'evento: Nel nostro quartiere si avverte l’esigenza di ricreare degli spazi di aggregazione volti alla socialità e alla condivisione.

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Oggi al Forte

16:00 - 00:00
Sala Prove
CrowdFunding nuovo trasmettitore Radio Onda Rossa

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illegale è la legge, il suo costo reale

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