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Siamo a Gaza!

Dopo una lunga giornata di controlli, ieri, siamo riuscitə ad entrare nella Striscia di Gaza.

Da oggi cominceremo con le attività del Gaza Freestyle 2022!

GAZA FREESTYLE FACEBOOK PAGE: https://www.facebook.com/GazaFREEstyleFestival

GAZA FREESTYLE INSTAGRAM PAGE: https://www.instagram.com/gazafreestylefestival/

Ringraziando Radio Popolare per la diretta di stamattina!

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PRIMO GIORNO A GAZA

La strada non ha regole. Intendo proprio nel senso di codice stradale. Ognuno guida e passa dove gli pare. Lungo il mare, prima di arrivare al centro Vik, scorgiamo case ridotte ad un minimo di mattoni scorticati. Verso l’interno sembrano essere più strutturate. Ovviamente a seconda del quartiere in cui si gira il panorama può cambiare. Alcune zone sono state sicuramente più sotto attacco di altre negli anni e questo ne trasforma certamente l’estetica. Le abitazioni più disagiate non hanno acqua o luce o entrambe. Lato mare invece si vedono sparuti gruppi di bambini che giocano o parlano tra di loro, qualcuno cucina alla griglia qualcuno se ne sta sotto l’ombra, i più coraggiosi si fanno il bagno. Dicono che non è usanza come da noi ed altra cosa, il mare è molto inquinato. Non hanno impianti di depurazione e le armi usate negli anni hanno fatto il resto…
Comunque gran parte del denaro che viene speso abbiamo capito, guardandoci intorno, che non viene usato per ricostruire o fornire servizi alla città… viene destinato altrove…
Abbiamo poi incontrato l‘associazione delle donne che a Gaza supporta le donne con avvocati i quali spiegano loro le leggi esistenti al di fuori della legge familiare con la quale sono cresciute. L‘associazione si avvale di 2 psicologi e si impegna per l’inserimento professionale. Da notare, purtroppo, che è dichiarata da Israele come terrorista e quindi non può percepire aiuti economici, vive con i proventi della vendita dell’artigianato. E‘ stata per noi una grande emozione incontrarle e comprendere il loro arduo percorso.
Alcuni dei compagni di Milano che sono qui con noi e che dal 2017 partecipano a Gazafreestyle, ci raccontano che dopo aver costruito il primo skatepark in legno presso il porto di Gaza City, come progetto pilota, nel 2019 hanno ampliato il progetto con la costruzione di uno più sviluppato in cemento.
Milo, uno skater, si è appassionato alla costruzione di skatepark al punto di tornare in Italia e fondare una piccola azienda che ne costruisce per poi ritornare dal 2017 più volte ed infine costruirne un terzo, questa volta professionale, che oggi visiteremo.
Giornata complicata. Eravamo partiti con delle buone intenzioni. Dopo una breve permanenza al centro Vik siamo andati al porto, dove c’è lo skate park costruito dal Gaza Freestyle negli anni precedenti, per incontrare degli mc e dei musicisti al fine di capire la fattibilità di una possibile jam session ed accordarci per future registrazioni. Siamo arrivati li intorno alle 16 con alcuni amici gazawi. Alcuni ragazzi che erano già li insieme ad alcuni di quelli che ci avevano accompagnato e con i quali era già stato costruito un rapporto durante le venute precedenti della carovana hanno cominciato a skateare e altri a ballare la breakdance. Con molti di loro che non ci conoscevano abbiamo cominciato a parlare. Erano stupiti del fatto che fossimo li, non ci potevano credere e continuavano a chiederci di farci foto con loro. Noi eravamo anche strani ai loro occhi per via della nostra bianchitudine, i tatuaggi, i piercing, gli occhiali da sole.
Erano anche molto fomentati dal fatto che ci fossero molte ragazze nel nostro gruppo alle quali chiedevano di farsi foto singolarmente con loro.
Insomma un tripudio di foto.
Bene per la prima ora.
Nell‘attesa di parlare con questi musicisti la folla è continuata a crescere.
Da 20 persone si è passati a 30, 50, 80. Alla fine eravamo circondati dall’entusiasmo e dall’incomprensione di circa 200 persone, tutti maschi, di ogni età.
La situazione si stava un po’ complicando....
Richieste di foto in continuazione, ostacoli, due tiri a pallone, qualche faccia sospettosa in mezzo a tanti bei visi sorridenti.
Nel giro di 20 minuti sono comparsi degli agenti in borghese di Hamas. La situazione si è fatta sempre più confusionale e alla fine ci hanno caricato degli altri agenti di Hamas sulle loro macchine per scortarci fino all’albergo.  Peccato.
All’inizio il confronto del conoscersi è stato molto interessante. Un ragazzo molto più giovane di me mi ha detto una bellissima frase: che è bello conoscere nuove persone perché questo accresce l’anima.
Mi sono emozionato quando me lo ha detto. Era felicissimo di parlare con me ed io con lui, mi ha anche mostrato i quadri che dipinge. Rompere un isolamento è anche questo ancor prima di costruire qualsiasi cosa. È il conoscersi e mostrarsi reciprocamente e loro questo te lo fanno capire bene.
Purtroppo quello che è successo poi è frutto di molte specifiche realtà che si sono incontrate in un preciso momento. L’analisi è lunga ma credo sia comprensibile anche senza spiegazioni: il territorio, la religione, la nostra cultura, la loro, la guerra, l’isolamento…
Comunque dopo cena abbiamo tirato giù un po’ di appuntamenti per domani. Incontreremo un professore di musica che suona elettronica dopodiché andremo al conservatorio e poi avremo un appuntamento con degli mc. Speriamo di riuscire a creare qualcosa insieme…
A breve aggiornamenti anche dal gruppo donne.
Per ogni altra news invito a dare un’occhiata al facebook del Gaza Freestyle.

 

SECONDO GIORNO A GAZA

Per quello che riguarda il forum delle Donne: il primo incontro per la costruzione della casa delle donne è iniziato da un paio di ore ed è estremamente difficile spiegarvi la potenza che si sta creando. Considerate che siamo più di 100, c’è il desiderio e l’emozione di scambiare informazioni, pratiche e idee. La mattina la stiamo dedicando alle presentazioni di tutte le associazioni locali e italiane che lottano per l’indipendenza, l’autonomia, la libertà, l’emancipazione economica e sociale delle donne!
Inoltre sempre stamattina, dopo un breve aiuto al gruppo Arte al porto allo Skatepark, alcuni di noi del gruppo musica si sono staccati per andare a visitare e cercare supporto con le varie realtà di Gaza che si occupano di musica. Tra queste non potevamo non andare al Conservatorio Nazionale Edward Said. Un’accoglienza magica. Hanno suonato per noi e si sono resi disponibili per prestarci dell’attrezzatura per una jam session che vogliamo organizzare con le persone del posto. Gli appuntamenti non sono finiti.

Day 2, Gaza Freestyle inaugurates its projects - https://fb.watch/drvAvAjJLD/


 Dentro al Freestyle! Day 3 🇵🇸

https://www.facebook.com/GazaFREEstyleFestival/videos/1110758186170414/?extid=CL-UNK-UNK-UNK-AN_GK0T-GK1C

Oggi al Forte

10:00 - 13:00
Segreteria
12:00 - 13:00
Boxe mattina
15:00 - 20:00
Segreteria
17:00 - 20:30
Segreteria Pallestra
17:30 - 18:30
Kung Fu di Chenjiagou
18:00 -
Enoteca
18:00 -
Pub 12 De Tutto
18:00 - 23:59
Sala Prove
18:00 - 20:00
Tiro istintivo con arco storico
19:00 - 20:30
Karatè-Do
19:00 - 20:30
Taijiquan
19:30 - 20:30
Danza contemporanea
20:30 - 22:00
Kickboxing
20:30 - 22:00
Pole dance
21:00 -
Taverna
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