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mobilitazioni

  • LAB! PUZZLE NON SI SGOMBERA

    per puzzle lab

    per puzzle lab
    5 anni di mutualismo e welfare dal basso non si cancellano

    Il prossimo 19 febbraio il Lab! Puzzle di via Monte Meta festeggia il suo quinto compleanno. Nato tra l'incontro tra l'Onda studentesca e giovani e precari del III Municipio, in questi anni il Lab! Puzzle è cresciuto e si è trasformato con la crisi, per rispondere ai bisogni del territorio e della cittadinanza. In tempi di tagli lineari e austerity Puzzle ha rappresentato una casa per decine di studenti e studentesse ai tempi della distruzione del welfare giovanile, nella città con gli affitti più alti d'Italia e mentre l'accesso all'università è sempre di più un privilegio. Una scuola d'italiano, un laboratorio di lavoro comune con centinaia di cittadini migranti a partire dalla lingua, un'esperienza che si è arricchita di uno sportello tutela legale. La Scuola Popolare Carla Verbano ha invece rappresentato una risposta ai tagli all'istruzione pubblica, dove i corsi di sostegno scompaiono e le ripetizioni private sono spesso inaccessibili. Puzzle è anche una scuola dedicata al fumetto e alle arti grafiche, un coworking dove freelance e ricercatori si incontrano e una delle sedi delle Camere del Lavoro Autonomo e Precario.
    Proprio a pochi giorni dal quinto compleanno di questo laboratorio di welfare dal basso unico in città, l'amministrazione comunale ci ha comunicato l'intenzione di rientrare in possesso dell'immobile, quindi lo sgombero. Al pari di altre esperienze a Roma, da Esc a San Lorenzo al Corto Circuito a Cinecittà, da Casale Falchetti a Centocelle a Auro e Marco a Spinaceto, sono le esperienze sociali che sono sotto attacco. Chi in questi anni ha prodotto una ricchezza sociale che ha cambiato il volto della città e dei territori, valorizzando e facendo vivere il patrimonio pubblico abbandonato senza nessun scopo di lucro, viene ora accusato di aver arrecato un danno alla comunità!
    Non ci arrendiamo a vivere in una città dove i danni di cricche e politici li pagano gli ultimi e chi ogni giorno lotta dalla parte degli ultimi! Siamo intenzionati a difendere questo spazio, trasformato da uno dei tanti luoghi abbandonati o pronti ad essere svenduti in un bene comune gestito assieme da studenti, genitori, precari, migranti e non abbiamo nessuna intenzione di andarcene. Siamo disponibili, come sempre comunicato alle amministrazioni che si sono succedete, a discutere con le istituzioni del futuro di questa stabile, ma solo a partire dalla tutela di questa esperienza. Siamo pronti a resistere con intelligenza e con radicalità tutti insieme... perché la tranquillità è importante ma la libertà è tutto!
    Invitiamo i cittadini, gli altri spazi sociali, i comitati e tutta la città solidale a partecipare al nostro quinto compleanno.
    Programma:


    dalle ore 16.30:
    attività dei progetti che animano Puzzle
    SCUOLA DI ITALIANO: stamperà una mappa del III municipio che verrà composta durante un gioco che prevede varie domande a partire dai temi del gioco della cittadinanza (es. dove posso chiedere la tessera sanitaria?) e via via sulla mappa verrano attaccati tutti i servizi stile banca, posta, asl etc.
    SCUOLA POPOLARE: lezione con i ragazzi delle scuole del quartiere
    SCUOLA DI FUMETTO: non saranno presenti a causa dell'orario, ma monteranno una mostra dei loro disegni ad Astra che resterà in esposizione per quei due giorni.
    TUTTI GLI SPORTELLI SARANNO IN FUNZIONE: sportello abitativo, sportello Gap, Sportello Migranti, CLAP

    dalle 18.00
    Assemblea Pubblica: PUZZLE NON SI SGOMBERA (auspico che troveremo un titolo più esplicativo).

    dalle 20.00:
    Cena ad Astra a cura dell'osteria Giap

    alle 21.30:
    Concerto dei Montelupo, altro progetto di alcuni componenti del Muro del Canto, che durerà circa un'ora e mezza.

  • LIBERTA' PER DOMENICO LUCANO, SINDACO DI RIACE

    domenico lucano riace

    domenico lucano riace

    MARTEDI 2 OTTOBRE 2018
    Questa mattina Riace si è svegliata con un’operazione che sa di vendetta, minaccia e intimidazione. Domenico Lucano, il sindaco della cittadina, è stato arrestato e messo agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione Xenia.

  • LO SPAZIO SOCIALE 100CELLEAPERTE E' SOTTO SGOMBERO?

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    LO SPAZIO SOCIALE 100CELLEAPERTE E' SOTTO SGOMBERO? PARTE SECONDA

    Oggi, lunedì 27.11.2017, un nutrito gruppo di abitanti del territorio si è presentato sotto gli uffici del Municipio V di via Torre Annunziata per chiedere spiegazioni rispetto alla presunta chiusura dello Spazio Sociale 100celleAperte con la motivazione dei lavori di ristrutturazione del nido sopra la struttura.

  • LOA Acrobax - Non si sgombera un'idea

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    Sabato 1 Giugno 2019 - Com'è vivere a Roma Sud tra Ostiense, Marconi, Magliana?

    Senz'altro non è semplice: i servizi pubblici spesso carenti non aiutano le tante vite appese a lavori precari. Il grigiore di un quartiere con poco verde rende difficile trovare la bellezza e il gioco anche per i più piccoli. Ogni spazio e attività sembra mettere al centro il profitto: dallo sport, alla musica, al cibo. Rabbia e frustrazione ci rendono spesso ostili tra stessi vicini di casa.

  • LUCHA Y SIESTA Lucha alla città

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    Mercoledi 6 Febbraio 2019. Pubblichiamo il comunicato "Lucha alla città" di LUCHA Y SIESTA.
    A un anno dall’apertura della querelle sul fallimento di Atac, la Casa è in vendita. Il progetto della Casa delle Donne Lucha y Siesta è in pericolo.
    Per sanare i conti in rosso, frutto di decenni di disastrosa gestione economica della partecipata comunale, l’azienda ricorre alla vendita di appartamenti, depositi e stazioni lasciati per anni in stato di abbandono e non c'è chiarezza sulla loro futura destinazione d'uso. Il Comune e la Giunta non si interessano alle conseguenze delle vendite, che coinvolgono interi quadranti di città, e sottovalutano senza se e senza ma il prezioso sistema di servizi per il contrasto alla violenza di genere che è in atto all'interno dell'immobile già recuperato e messo a valore nella Casa delle Donne Lucha y Siesta.
    L’Atac ha richiesto la liberazione dello stabile di Via Lucio Sestio e, pur riconoscendone il peculiare servizio, di fatto ne richiede la chiusura, sacrificando la lotta alla violenza contro le donne sull’altare del proprio tornaconto. Da tempo chiediamo al Comune cosa pensa di fare per fermare la chiusura di Lucha y Siesta, struttura di accoglienza e polo sociale e culturale contro la violenza di genere.
    Il Campidoglio e i dirigenti dell’azienda, di proprietà dello stesso Comune, tengono poco a mente che si tratta di un bene pubblico e che è loro responsabilità impegnarsi nel metterlo a disposizione per il benessere della comunità. A muoverli, invece, è l’interesse economico basato su speculazioni e clientelismo. Non possiamo permettere che a farne le spese sia la Casa delle Donne Lucha y Siesta, che adesso dovremmo lasciare di nuovo all’abbandono gettando via la ricchezza che rappresenta. Non possiamo più accettare il disinteresse del Comune e delle Giunta verso una situazione che agitiamo da più di un anno.
    Una bellissima palazzina a due piani di inizio ‘900, con un ampio e curato giardino che, alla faccia delle istituzioni con la loro retorica e inconcludente solfa sulle periferie, si trova nel quartiere Tuscolano di Roma. Quando un numeroso gruppo di donne vi entrò nel marzo del 2008 trovò uno stabile fatiscente e in abbandono da più di un decennio. Le donne lo hanno recuperato, ristrutturato a proprie spese restituendolo alla sua legittima funzione sociale, con l’obiettivo di combattere la più infame delle oppressioni patriarcali: la violenza di genere e maschile sulle donne. Ad oggi la Casa delle Donne Lucha y Siesta è un progetto ibrido tra centro antiviolenza, casa rifugio e casa di semi autonomia, ma è anche molto di più. Uno spazio politico femminista e un punto di riferimento e di autorevolezza in cui si alimentano socialità, cultura e immaginazione. Da 11 anni, la casa fornisce accoglienza e sostegno ai percorsi di autonomia e uscita dalla violenza per donne e bambine/i in difficoltà; sono circa 1200 le donne sostenute nei loro percorsi di fuoriuscita dalla violenza in questo decennio; più di 140 donne e 60 minori ci hanno abitato per periodi più o meno lunghi. È un luogo fondamentale perché in tutta Roma il Comune dispone in maniera diretta di soli 20 posti per accogliere donne che escono da situazioni di violenza, quando la Convenzione di Istanbul ne prevede per la città circa 300. Lucha y Siesta ne ha 14, il 60% dei posti di tutto il territorio comunale.
    La città di Roma e il municipio VII possono permettersi una simile perdita? Le istituzioni attribuiscono a tutto ciò il giusto valore? Onestamente ci sembra di no.
    Abbiamo incontrato le amministrazioni comunali di Veltroni, Alemanno, Marino e Raggi: tutte hanno letto i nostri dossier, i risultati raggiunti, il lavoro prezioso a fianco delle donne che svolgiamo quotidianamente con attivismo gratuito, le reti e le relazioni costruite che connettono gli interventi per costruire un sistema articolato e competente, le svariate migliaia di euro risparmiate dall’amministrazione per aver messo a valore il bene in modo autogestito.
    Dal 2009 abbiamo interloquito con tutte le istituzioni interessate e i tanti partiti politici che si sono succeduti, sia al Comune di Roma che alla Regione Lazio; ad oggi però nessuno ha mostrato l’impegno e la volontà necessaria per evitare l’alienazione dell’immobile che crediamo sia una battaglia di giustizia e di civiltà.
    Tutti – ma proprio tutti – ne riconoscono il valore. Nessuno – ma proprio nessuno – ha voluto trovare una soluzione.
    Il pericolo che la Casa chiuda è reale, proprio ora che la lotta alla violenza dovrebbe essere la priorità nell’agenda politica di ogni partito. Nessuno si senta esonerato dalla responsabilità politica di questa situazione né si senta al sicuro nascosto dietro le proprie competenze e prerogative.
    La violenza di genere riguarda tutti e tutte.
    Nel frattempo noi agiamo e convochiamo un’assemblea pubblica per il 20 febbraio presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta, affinché si costruisca dal basso un patto di mutua resistenza.
    Dalle nostre Case non ce ne andiamo, semmai ci prendiamo la rincorsa per invadervi le strade.
    Contatti stampa:
    Simona Ammerata 349 231 0920 / Mara Bevilacqua 320 748 6711
    Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    Twitter: @luchaysiesta
    Facebook: Lucha y Siesta
  • Macerata - Manifestazione nazionale contro fascismo e razzismo

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    SABATO 10 FEBBRAIO 2018, dalle 14:30.

    Inizia per F ma non è follia

    Trattare quanto successo a Macerata come l’ennesimo caso di cronaca in cui un folle si fa “giustizia” da solo è parte integrante del clima politico, sociale e culturale che stiamo vivendo da anni.

  • Magno, Bevo e Lotto Contro Sto' Treno

    no tav 2020

    no tav 2020

    campagna romana benefit a sostegno delle spese legali dei processi no tav
    Dopo più di 20 anni di resistenza popolare,
    la lotta NO TAV è diventata la lotta di tutti e tutte
    coloro che si battono contro la follia devastatrice
    di questo sistema basato sui profitti.

  • MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE E DI GENERE

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    SABATO 23 e DOMENICA 24 NOVEMBRE 2019. In occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la marea transfemminista di Non una di meno torna in piazza! Contro la vostra violenza, saremo rivolta!

    ????23 NOVEMBRE - MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE E DI GENERE ore 14.00 da Piazza della Repubblica
    ????Come arrivare
    ????Metro A Repubblica

    ????24 NOVEMBRE - ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA ore 10.00 presso Nuovo Cinema Palazzo, Piazza dei Sanniti 9A (San Lorenzo)
    ????Come arrivare
    ????Tram 3 da: fermata metro A San Giovanni o Manzoni.
    ????Tram 3 o 19 da metro B Policlinico o Piramide

    All'indomani della manifestazione che ci vedrà insieme a Roma, è convocata per il 24 novembre l’assemblea nazionale di Non Una Di Meno verso lo sciopero del prossimo 8 marzo 2020.

    ????APPELLO NON UNA DI MENO: CONTRO LA VOSTRA VIOLENZA, LA NOSTRA RIVOLTA!

    Il prossimo 23 novembre la marea femminista e transfemminista tornerà a inondare le strade di Roma contro la violenza che segna le nostre vite e diventa sistema!

    In tutto il mondo le donne sono in rivolta contro la violenza patriarcale, razzista, istituzionale, ambientale ed economica. In Sud America, in Medio Oriente, In Asia, in Africa, in Europa le donne e le persone lgbtqipa+ stanno affermando chiaramente che nessun processo di democratizzazione e liberazione è possibile senza trasformazione radicale dell’esistente. In Cile, in Messico, in Ecuador, in Argentina, in Brasile, le donne lottano contro la violenza patriarcale e economica che attacca i corpi e l’ambiente.

    Le donne curde stanno difendendo e portando avanti un processo rivoluzionario femminista, ecologista e democratico e combattono per la liberazione da ogni fondamentalismo e contro l’autoritarismo turco. Il 23 novembre ci uniremo a queste sollevazioni globali, dalle quali traiamo forza e convinzione!

    Abbiamo disvelato la natura strutturale e politica della violenza maschile, che agisce sulle donne e sulle soggettività lgbtqipa+. A quattro anni dall’esplosione del movimento femminista è il momento di affermare, a partire dalle lotte, dalle pratiche, dalla solidarietà femminista, rivendicazioni chiare e non negoziabili su cui vogliamo risposte.

    Ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner, e continuano le violenze omolesbotransfobiche. Sono i giornali a valutare quale dei tanti femminicidi debba essere raccontato e come. Quello del “gigante buono” – come nel caso di Elisa Pomarelli – o quello di chi “se l’è cercata”. Quello della vittima dell’invasore nero o del raptus di gelosia, nel caso si tratti di un marito italiano.

    Noi invece sappiamo che la violenza può colpire chiunque di noi e che non ha passaporto, colore né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa. È la storia di tante donne e di persone non conformi al modello patriarcale che ogni giorno si ribellano a molestie, stalking, violenza domestica, psicologica, sessuale ma trovano ulteriore violenza nei tribunali.

    È tempo di dire basta alla Giustizia Patriarcale: se in Parlamento la Pas (sindrome da alienazione parentale) finisce nel cassetto insieme al Ddl Pillon, nelle cause di divorzio è sempre più frequente il suo utilizzo per giustificare l’allontanamento dei minori dalle madri, diventando così uno strumento punitivo per le donne che si separano e un deterrente alla denuncia per le donne che subiscono violenza domestica. Vogliamo la Pas fuori dai tribunali!

    Il Codice Rosso ha già fallito confermandosi una mera operazione propagandistica: è necessario riconoscere le donne come soggetto attivo e intervenire efficacemente prima e non dopo che la violenza o il femminicidio si compiono.

    Per questo il lavoro dei centri antiviolenza femministi va riconosciuto, garantito e valorizzato perché siamo stanche di finire sul banco degli imputati o ricordate in maniera strumentale in qualche pessimo articolo di giornale. Gli spazi femministi sono invece sotto attacco in tutto il Paese e le risorse per le realtà che sostengono le donne che resistono alla violenza sono sempre più vincolate e carenti. Difendiamo e moltiplichiamo gli spazi femministi e transfemmninisti, come Lucha y Siesta, le case delle donne e tutti gli spazi di autodeterminazione sotto minaccia di sgombero!

    L’indipendenza economica è la condizione fondamentale per affrancarsi dalla violenza, per essere libere di scegliere: le molestie e gli abusi si riproducono in condizioni di minaccia e di ricatto, nella vergogna e nella solitudine, ma ancora permane il limite di un anno di tempo entro cui denunciare. Questo limite è un’arma in mano a molestatori e stupratori.

    Vogliamo essere liber* dalla povertà, dallo sfruttamento, dal rischio di licenziamento o del mancato rinnovo di contratto e dei documenti di soggiorno. In un paese in cui solo una donna su due lavora, la maternità può costarti il posto di lavoro e la disparità salariale è un dato di fatto, non serve la propaganda, ci vogliono atti concreti: vogliamo un salario minimo europeo, un reddito di autodeterminazione svincolato dalla famiglia e dai documenti di soggiorno, congedi di maternità, paternità e parentali di uguale durata e retribuiti per entrambi i genitori.

    Se scegliere di fare un figlio non è semplice, non lo è nemmeno non farlo: obiezione di coscienza dilagante e smantellamento del welfare ostacolano la nostra autodeterminazione psicologica, sessuale e riproduttiva. Riprendiamoci i consultori pubblici e rompiamo il monopolio degli obiettori sulle nostre scelte: vogliamo educazione sessuale per conoscere, educazione al rispetto di generi e orientamenti sessuali, spazi per condividere, contraccezione gratuita per proteggerci, la pillola abortiva senza ricovero e fino a 12 settimane per decidere. Vogliamo servizi socio-sanitari pubblici e laici che garantiscano la salute e la libera scelta di tutte e tuttu.

    L’Italia è il paese in Europa con il più alto numero di uccisioni di persone trans ‒ spesso donne trans, migranti e sex workers. La presa di parola delle persone trans e lgbtqiap+ contro la violenza di genere e dei generi è un fiume che ingrossa e rafforza la marea femminista e transfemminista che si riverserà a Roma il 22 novembre con la Trans Freedom March: l’autodeterminazione non ha confini!

    La guerra contro le persone migranti sta raggiungendo intensità senza precedenti, non soltanto nel Mediterraneo, e colpisce soprattutto le donne facendo dello stupro un’arma di soggezione. Vogliamo fermare la violenza degli accordi che esternalizzano le frontiere, disseminando Europa, Mediterraneo e Nord Africa di lager del XXI secolo. Vogliamo essere liber* di muoverci attraverso i confini e di restare se lo vogliamo. vogliamo l’abrogazione dei decreti sicurezza che criminalizzano la migrazione, la solidarietà e il dissenso, di tutte le leggi che legano il permesso di soggiorno al lavoro o alla famiglia e di quelle che alimentano il razzismo negando la cittadinanza a chi è nat* o cresciut* in Italia. Un permesso di soggiorno europeo senza condizioni, asilo e cittadinanza sono i soli strumenti possibili contro violenza e sfruttamento. Reclamiamo l’accesso al welfare per tutt* contro la distruzione dello Stato sociale che anno dopo anno taglia risorse mentre aumenta la spesa militare.

    La lotta femminista e transfemminista crea resistenza e alternativa nella costruzione di legami e intrecci attraverso la riappropriazione dello sciopero come pratica di conflitto come processo di trasformazione dell’esistente che opponga la cura, l’autodeterminazione e l’equità sociale allo sfruttamento dei corpi e dell’ambiente.

    Scendiamo in piazza il 23 Novembre anche per tutte quelle donne e quelle persone che vedono limitata la propria libertà. Le donne e le persone trans detenute, le persone sottoposte a misure restrittive o confinate all’interno di strutture psichiatriche che le sottopongono a misure di contenimento inappropriate e violente.

    Il 23 Novembre saremo a Roma, saremo insieme, porteremo in piazza i nostri corpi e le nostre relazioni, quelle che costruiscono la discontinuità che nessun governo può garantirci, quelle che uniscono le vite di milioni di donne e soggettività lgbtqiap+ in tutto il mondo. Il 24 novembre ci incontreremo in assemblea nazionale verso lo sciopero femminista e transfemminista dell’8 marzo. Di fronte alla violenza di questa società non facciamo un passo indietro: noi siamo rivolta!

    https://nonunadimeno.wordpress.com/2019/11/12/appello-non-una-di-meno-23-novembre-manifestazione-nazionale-a-roma-contro-la-vostra-violenza-la-nostra-rivolta/

  • Manifestazione nazionale di Non una di meno

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    Continua lo Stato di Agitazione Permanente di Non una di meno!

    • 24 novembre 2018 manifestazione nazionale di Non Una Di Meno a Roma. Partenza ore 14.00 da Piazza della Repubblica e arrivo a Piazza San Giovanni.

  • Manifestazione Nazionale Non Una Di Meno

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    Siamo la marea che ha attraversato le strade di Roma lo scorso 26 novembre. Le stesse che l’8 marzo hanno costruito il primo sciopero globale.

    Il prossimo 25 novembre inonderemo di nuovo le strade di Roma, per lanciare un messaggio chiaro: non ci fermeremo finché non saremo libere dalla violenza di genere in tutte le sue forme.

    In un anno di mobilitazioni, abbiamo scritto un Piano femminista contro la violenza maschile e di genere, uno strumento di lotta e di rivendicazione che porteremo in piazza!

  • MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA PALESTINA

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    SABATO 12 MAGGIO 2018

    Manifestazione Nazionale a Roma

    GERUSALEMME CAPITALE ETERNA DELLA PALESTINA

    Coordinamento delle Comunità Palestinesi
    Unione Democratica Arabo Palestinese (UDAP)

    Invitano a
    PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA - PIAZZA DELL'ESQUILINO, SABATO 12 MAGGIO 2018,
    ORE 15.00

  • Mercoledì 14 Febbraio - Antifà Fight Back - Assemblea Incontro Dibattito

    Assemblea Incontro Dibattito - ANTIFA FIGHT BACK - 14 febbraio 2018CSOA Forte Prenestino

    20180214 AntifaFightBack

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    L'apertura continua di nuove sedi fasciste, ovunque in Italia e soprattutto a Roma, insieme agli accoltellamenti, le ronde razziste, le marce evocative e le azioni squadriste, ci pongono di fronte alla necessità e all'urgenza di ricominciare ad organizzarci per tutelare gli spazi di agibilità politica che ci siamo costruiti nel tempo, e che stiamo via via perdendo nei quartieri dove abitiamo, dove viviamo... dove lottiamo.

    L'antifascismo non è un brand da campagna elettorale, né un valore esclusivamente democratico cui appellarsi per la difesa della Costituzione; o è anche militante oppure perde il suo significato rivoluzionario e la sua efficacia. Questo ce lo hanno dimostrato i compagni e le compagne che nelle strade di tutto il mondo, dall'America all'Ucraina, si oppongono alla presenza delle nuove organizzazioni fasciste, nelle sue diverse forme e sfaccettature. In fondo, il bisogno di ripensare l'antifascismo militante è un bisogno piuttosto diffuso tra molti compagni e compagne qui a Roma.

    Occorre, dunque, ripartire da qui, dalla nostra città, per ragionare insieme su come invertire questa pericolosa tendenza, per capire come contrapporsi efficacemente a fenomeni di tipo fascista, razzista e xenofobo, che purtroppo si radicano nella società e che hanno ormai una portata ben più ampia di quella delle stesse organizzazioni neo-fasciste.

    Dalle discussioni seguite alle due proiezioni romane del documentario "The Antifascists", è emerso un dato incontrovertibile: le modalità di organizzazione, le pratiche e la propaganda fascista si sono modificate nel tempo, divenendo sempre più efficaci e pervasive. Per agire un antifascismo militante che sia all'altezza del presente, allora, occorre assumere questo dato di fatto e comportarsi di conseguenza, adeguando le nostre modalità di pensare ed agire.

    Le questioni su cui invitiamo a ragionare sono queste:

    - Decostruire la retorica razzista e fascista;
    - Opporsi alla presenza dei fascisti nelle strade, ai loro immaginari e pratiche;
    - Contrastare la legittimazione che le istituzioni democratiche e i media mainstream attribuiscono ai partiti dichiaratamenteneofascisti e di conseguenza il tentativo della sinistra istituzionale di ridurre l'antifascismo a strumento di difesa dei valori democratici.

    Per discutere e organizzarci insieme vi invitiamo mercoledì 14 febbraio 2018 al CSOA Forte Prenestino, in via Federico Delpino (Centocelle), alle 21.30 presso la sala cinema.

    Alcun* Antifascisti e Antifasciste di Roma Est (ma non solo)

     

  • Mobilitazione permanente - Atto V: No al Dl Salvini Bis

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    Mercoledì 24 luglio il Ddl Sicurezza Bis andrà in votazione in Parlamento.
    Da settimane siamo in mobilitazione permanente contro questo provvedimento repressivo del governo che, svuotando dall’interno i fondamentali diritti costituzionali, pretende di criminalizzare ogni forma di solidarietà e manifestazione di dissenso, in mare come in terra.

  • Muro popolare contro lo sgombero di via Cardinal Capranica

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    Lunedì 15 luglio Muro Popolare a Cardinal Capranica e appuntamento a Montecitorio contro il DL Sicurezza Bis. #RomaNonSiChiude

    Ore 5.00 via Cardinal Capranica: muro popolare contro lo sgombero

    Ore 16.00 piazza Montecitorio: mobilitazione contro il Decreto Sicurezza Bis

  • Nessuna campagna elettorale sul corpo delle donne

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    VENERDI 26 alle ore 17 presso LARGO AGOSTA!

    NESSUNA CAMPAGNA ELETTORALE SUL CORPO DELLE DONNE.
    L'UNICA RISPOSTA ALLA VIOLENZA È L'AUTODETERMINAZIONE!

    Manifestazione femminista di sole donne e soggettività LGBTQI

  • NESSUNO SPAZIO AI NAZIFASCISTI DI FORZA NUOVA A MONTESACRO

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    SABATO 5 MAGGIO 2018

    MOBILITAZIONE A PIAZZA SEMPIONE (montesacro) presso la lapide dei partigiani alle 15:00

  • NO - TRIV

    logo notriv
    logo notriv
    Tutt@ siamo chiamat@ a difendere il nostro mare.

    Hashtag #Notriv
    leggi il
    Il comunicato stampa del Coordinamento No Triv Basilicata all'indomani della consultazione referendaria.

  • NO ONE IS ILLEGAL - REFUGEES WELCOME

    GRAFICA VERTICALE ROMA
    GRAFICA VERTICALE ROMA
    Venerdì 26 Febbraio 2016

    Il Csoa Forte Prenestino e ArtistsInActionpresentano:

    NO ONE IS ILLEGAL -
    REFUGEES WELCOME

    Due serate (Roma e Milano) che, attraverso proiezioni video testimonianze dirette e musica elettronica,vogliono supportare Artistsinaction,un progetto nato da artisti e attivisti coinvolti in diverse campagne umanitarie a Calais come a Dunkerque.

  • No Pentagono! Manifestazione Per Il Parco Archeologico 100celle

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    SABATO 2 GIUGNO 2018
    PENTAGONO NO!
    MANIFESTAZIONE CONTRO L'ALLARGAMENTO MILITARE
    AL PARCO ARCHEOLOGICO DI CENTOCELLE

    10:30 Passeggiata e biciclettata da piazzale delle Gardenie verso il Parco Archeologico

    13 Pranzo sociale a sottoscrizione libera

    17:30 Visita guidata alle bellezze e criticità del parco

    Durante il pomeriggio:
    __Baretto ristoro
    __Dj set El Pinche Perro X Moebius Ohba X Curandera
    __Inteventi sull'impatto ambientale dei militari
    __Reading poetico
    __Warner circus
    __Titubanda
    __Gruppi musicali della sala prove autogestita 100rec
    __Djset
    __Sport popolare (allenamenti e lezioni di prepugilistica, dance contact e acroyoga)


    "Il Parco è in parte abbandonato, inquinato e poco accessibile, e si trova al centro di una delle aree più densamente popolate e cementificate d’Italia, fra i quartieri di Centocelle, Quadraro, Torre Spaccata, Cinecittà. Potrebbe essere bonificato e tornare ad essere una risorsa sociale e ambientale per tutti. Ma i piani per ora sembrano essere altri…

    Non bastava il “Comando Operativo di Vertice Interforze”, già presente nell’area dell’ex Aeroporto di Centocelle, struttura che organizza le missioni militari nelle aree di guerra.

    Tra il Ministero della Difesa, Comune di Roma, V Municipio sono in corso accordi, per il progetto del cosiddetto “Pentagono Italiano”, grazie alla sottrazione al Fondo destinato alle periferie di 2,6 miliardi di Euro. Tale progetto consiste nell’estensione delle attuali strutture militari presenti sul Parco (l’ex-aeroporto Centocelle), con sottrazione di numerosi ettari all’utilizzo pubblico e con la realizzazione di un polo per il comando unico di tutte le forze armate italiane. Secondo le poche informazioni fornite dal ministero della difesa, entro fine 2017 era previsto l’arrivo di 3000 unità tra militari e dipendenti del ministero.
    Quindi una maggiore militarizzazione costante dell’area, difficoltà di mobilità, aumento dell’inquinamento elettromagnetico, col rischio che l’intero Parco finisca per essere interdetto alla popolazione.
    Noi non vogliamo essere vicini di casa di chi da anni è responsabile di morti, distruzioni, esodi di massa, come sta facendo l’esercito italiano con la sua partecipazione a una guerra continua, le cui vittime principali sono popolazioni civili come noi.
    Riprendiamoci il parco! E agiamo con determinazione per informare la popolazione: se non lo facciamo noi, nessuno lo farà al posto nostro. Perché un luogo di serenità, gioco e distensione non si trasformi in una base di morte."

  • NO TAP

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    Fermiamo lo scellerato progetto del gasdotto Trans Adiatic Pipeline

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